{"id":300,"date":"2020-07-26T12:45:23","date_gmt":"2020-07-26T11:45:23","guid":{"rendered":"http:\/\/dionisimassimo.altervista.org\/blog\/?p=300"},"modified":"2020-07-26T12:45:23","modified_gmt":"2020-07-26T11:45:23","slug":"marte-19-luglio-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/2020\/07\/26\/marte-19-luglio-2020\/","title":{"rendered":"Marte, 19 luglio 2020"},"content":{"rendered":"<p>Mancano circa due mesi e mezzo alla prossima opposizione di Marte, quando il pianeta rosso si trover\u00e0 alla minima distanza dalla Terra, pari quest\u2019anno a circa 62 milioni di km. Due anni fa, il 27 luglio 2018, l\u2019opposizione fu pi\u00f9 favorevole per le osservazioni in quanto il pianeta raggiunse una distanza di soli 57,6 milioni di km ed il suo disco si mostrava con un diametro apparente di 24,3 secondi d\u2019arco, cio\u00e8 circa 74 volte pi\u00f9 piccolo della Luna Piena vista ad occhio nudo. Un\u2019ottima situazione osservativa, considerando che la dimensione massima apparente che il pianeta pu\u00f2 raggiungere \u00e8 di 25 secondi d\u2019arco. Il prossimo 13 ottobre Marte raggiunger\u00e0 solo i 22,6 secondi d\u2019arco, tuttavia sar\u00e0 possibile effettuare interessanti osservazioni.<\/p>\n<p>Il giorno 19 luglio ho potuto osservare Marte ancora distante oltre 106 milioni di km, con un diametro apparente ancora veramente piccolo, solo 13 secondi d\u2019arco, ma che comincia comunque a mostrare qualche interessante caratteristica superficiale anche attraverso piccoli strumenti amatoriali. Il vantaggio nell\u2019osservare questo pianeta \u00e8 che si eleva moltissimo sopra l\u2019orizzonte, permettendo di avere una finestra osservativa con ridotto disturbo atmosferico: se il seening (stabilit\u00e0 atmosferica) \u00e8 di buon livello allora l\u2019immagine del disco del pianeta sar\u00e0 molto stabile e molti dettagli della sua superficie potranno essere visibili anche con il pianeta ancora molto distante. Chiaramente, almeno per il momento, \u00e8 necessario attendere la tarda notte perch\u00e9 Marte si trovi ad un\u2019altezza sull\u2019orizzonte ottimale; l\u2019osservazione del 19 luglio scorso \u00e8 stata effettuata alle tre del mattino ora locale legale italiana, corrispondenti alle all\u2019una tempo medio di Greenwich (Universal Time).<\/p>\n<p>Lo strumento utilizzato per l\u2019osservazione \u00e8 stato uno Schmidt-Cassegrain da 200mm di diametro e lunghezza focale 2000mm (f\/10) con l\u2019applicazione di una lente di Barlow 2x che ha di fatto raddoppiato la focale equivalente del telescopio, il tutto su montatura EQ6 Pro e pilotato da computer tramite il software SkyChart (Cartes du Ciel) con driver ASCOM. Le immagini sono state acquisite tramite una Camera CCD ZWO ASI 120MC (colore) mediante registrazione di filmati AVI e poi elaborati dal software Registax 6; leggeri ritocchi finali alle immagini operati con il software di manipolazione grafica GIMP.<\/p>\n<p>La fase di acquisizione video \u00e8 stata effettuata con il software SharpCap 2 e la camera CCD \u00e8 stata impostata ad una risoluzione 1024&#215;600, esposizione 0,03 secondi, luminosit\u00e0 10, gamma pari a 30 e guadagno (Gain) a 40.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_2020-07-19T010830UT_BARLOW2X_GIMP.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-301 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_2020-07-19T010830UT_BARLOW2X_GIMP-320x188.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"353\" \/><\/a><strong>Marte il 19 luglio 2020 01:08 UT (Massimo Dionisi)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019immagine ricavata dall\u2019elaborazione mi \u00e8 sembrata abbastanza soddisfacente, tanto da tentare l\u2019identificazione delle caratteristiche superficiali visibili. A tale scopo ho prima consultato il sito della celebre rivista <strong>Sky and Telescope<\/strong> in cui si trova una sezione \u201c<a href=\"https:\/\/skyandtelescope.org\/observing\/interactive-sky-watching-tools\/\">Astronomical Tools<\/a>\u201d che contiene alcuni applicativi utilizzabili online che possono essere di aiuto per gli appassionati di astronomia. Tra questi \u00e8 presente l\u2019applicazione \u201c<a href=\"https:\/\/skyandtelescope.org\/observing\/interactive-sky-watching-tools\/mars-which-side-is-visible\/\">Mars Profiler<\/a>\u201d che permette di calcolare e visualizzare, introducendo solo data ed ora, quale parte della superficie marziana \u00e8 visibile; l\u2019applicazione utilizza anche una mappa di Marte che facilita l\u2019identificazione delle caratteristiche visibili.<\/p>\n<p>Marte ruota sul suo asse in 24 ore e 37 minuti mentre la Terra compie una rotazione in 23 ore e 56 minuti, per poter esplorare in modo esteso la sua superficie \u00e8 quindi necessario protrarre le osservazioni per pi\u00f9 ore su pi\u00f9 giornate; considerando che tornando ad osservare Marte il giorno terrestre seguente, si vedr\u00e0 una porzione della superficie leggermente \u201cprecedente\u201d, in quanto il pianeta ancora non avr\u00e0 completato una rotazione sul proprio asse. Regolandosi con la longitudine del meridiano centrale, ovvero la longitudine che attraversa il centro visibile del pianeta, \u00e8 possibile con un poco di pazienza esplorare gran parte della superficie.<\/p>\n<p>Altro particolare da segnalare \u00e8 l\u2019aspetto del pianeta visibile nella foto: si presenta come se fosse in fase, ricordando l\u2019aspetto della Luna pochi giorni dopo il primo quarto. In realt\u00e0 un pianeta esterno come Marte non mostra fasi, in quanto questo fenomeno \u00e8 riservato solo ai pianeti interni (Venere e Mercurio) e la Luna stessa; tuttavia Marte mostra questo aspetto \u201cgibboso\u201d nei periodi di \u201cquadratura\u201d, quando cio\u00e8 la direzione Sole-Terra forma un angolo di 90\u00b0 con la direzione Terra-Pianeta. Solo i pianeti esterni possono avere le quadrature, quelli interni no in quanto l\u2019angolo Sole-Terra-Pianeta non pu\u00f2 raggiungere i 90\u00b0; inoltre l\u2019effetto di \u201cfase\u201d \u00e8 visibile da Terra solo per Marte, in quanto pi\u00f9 vicino e non \u00e8 percettibile sui pianeti pi\u00f9 lontani come Giove o Saturno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/QUADRATURE_MARS_ALPO.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-302 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/QUADRATURE_MARS_ALPO-320x241.jpg\" alt=\"\" width=\"487\" height=\"367\" \/><\/a><strong>Le quadrature di Marte (da: ALPO, Association of Lunar and Planetary Observers)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_PROFILE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-303 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_PROFILE-320x258.jpg\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"446\" \/><\/a><strong>Output dell&#8217;applicativo Mars Profiler per la data ed ora interessate e formattato per il tipo di telescopio utilizzato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_2020-07-19T010830UT_BARLOW2X_GIMP_LABEL.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-304 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_2020-07-19T010830UT_BARLOW2X_GIMP_LABEL-320x188.jpg\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"410\" \/><\/a><strong>L&#8217;immagine di Marte registrata il 19 luglio 2020 alle ore 01:08 UT con indicati i dati salienti la ripresa e una legenda della maggiori caratteristiche superficiali visibili.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In effetti esaminando sia la mappa visuale di Marte allegata all\u2019applicativo di Sky and Telescope sia quella ufficiale dell\u2019<a href=\"http:\/\/pianeti.uai.it\/images\/thumb\/MappaUAI.jpg\/800px-MappaUAI.jpg\">Unione Astrofili Italiani<\/a> redatta da M. Frassati e P. Tanga tra il 1988 ed il 1999, \u00e8 stato possibile identificare con sicurezza tutte le formazioni riportate come legenda nell\u2019immagine. Particolarmente interessante \u00e8 la regione scura nel <strong><em>Mare Australe<\/em><\/strong> marziano che appare come un \u201ccollare\u201d della calotta polare sud.<\/p>\n<p>L\u2019inclinazione dell\u2019asse di rotazione marziano, che \u00e8 molto simile a quello terrestre e pari a circa 25\u00b0, e il fatto che all\u2019avvicinarsi del pianeta al punto della sua orbita pi\u00f9 vicino al Sole (perielio) rivolga verso quest\u2019ultimo l\u2019emisfero sud, ha fatto s\u00ec che lo scorso 19 luglio fosse in evidenza proprio l\u2019emisfero meridionale del pianeta, gi\u00e0 ampiamente avviato nella sua stagione primaverile e che comincia ad affacciarsi nella breve e calda (relativamente parlando) estate. Si tratta di un\u2019altra situazione analoga a quella terrestre, dove al perielio il nostro pianeta mostra al Sole il proprio emisfero meridionale che si trova quindi in estate mentre nell\u2019emisfero settentrionale \u00e8 pieno inverno; sul nostro pianeta questo avviene nei primissimi giorni di gennaio, su Marte l\u2019istante del perielio nel 2020 cadr\u00e0 il giorno 3 agosto.<\/p>\n<p>La calotta polare sud era quindi ancora ben evidente il 19 luglio, anche se destinata a diminuire in maniera drastica nel giro di pochi giorni con l\u2019avanzare della stagione estiva, anche se non scompariranno completamente: questa calotta \u00e8 composta da ghiaccio di anidride carbonica (detto \u201cghiaccio secco\u201d) e ghiaccio d\u2019acqua e il suo spessore dovrebbe non superare gli otto metri. L\u2019estensione apparente della calotta polare, desunto dall\u2019immagine, non dovrebbe discostarsi molto da un valore di 4 secondi d\u2019arco, considerando la distanza dal pianeta l\u2019estensione reale potrebbe essere poco pi\u00f9 di 2.000 km. La formazione del \u201ccollare\u201d intorno al bordo della calotta polare all\u2019interno del Mare Australe \u00e8 probabilmente legata al cambiamento stagionale in atto nell\u2019emisfero sud, con l\u2019innescarsi di venti che trasportano polveri e che modificano l\u2019apparenza dei paesaggi. L\u2019inizio della stagione estiva e l\u2019innalzamento delle temperature potrebbero anche creare le condizioni per la formazione di grandi tempeste di sabbia, come gi\u00e0 osservato in passato per altre opposizioni avvenute con Marte prossimo al perielio. Nel frattempo l\u2019emisfero nord si avvia verso un rigido inverno che vedr\u00e0 accrescere la sua calotta polare; nelle prossime settimane, proseguendo Marte il cammino sulla sua orbita fino alla data dell\u2019opposizione del 13 ottobre e modificandosi quindi la prospettiva con cui lo potremmo osservare da Terra, diventer\u00e0 osservabile anche una parte dell\u2019emisfero settentrionale.<\/p>\n<p>Tutte le regioni identificate nella foto sono ben note agli abituali osservatori di Marte ed alcune rappresentano dei punti di riferimento fondamentali. Ovviamente quello che si osserva attraverso un telescopio amatoriale da Terra non corrisponde alla reale superficie marziana, per via della bassa risoluzione raggiungibile con piccoli strumenti e per la presenza dei disturbi atmosferici terrestri che tendono a falsare pesantemente le osservazioni. Quello che si osserva \u00e8 in realt\u00e0 una serie di luci ed ombre, a cui l\u2019occhio umano tenta di dare un\u2019organizzazione geometrica: da questo possono scaturire equivoci e malintesi, come quello storico dei \u201ccanali di Marte\u201d avvenuto tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo. Nel 1877 il grande astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli sfrutt\u00f2 l\u2019opposizione del pianeta per tracciarne una mappa dettagliata, usando un telescopio rifrattore da 220mm dell\u2019Osservatorio di Brera a Milano. All\u2019epoca l\u2019osservazione planetaria, anche professionale, era interamente svolta visualmente e le mappe planetarie venivano disegnate a mano, cercando di riportare quanto pi\u00f9 fedelmente possibile quanto l\u2019occhio riusciva a scorgere nell\u2019oculare del telescopio; abilit\u00e0 e padronanza nel disegno, insieme ad una ottima acutezza visiva erano caratteristiche indispensabili per un buon astronomo. Per via di una serie di coincidenze ed illusioni ottiche Schiaparelli pens\u00f2 di scorgere una serie di linee che collegavano le regioni pi\u00f9 scure della superficie marziana e li interpret\u00f2 come depressioni naturali in cui confluiva acqua in seguito allo scioglimento stagionale delle calotte polari. In effetti l\u2019apparizione di queste linee e il loro progressivo rafforzarsi sembrava proprio legato ad un ciclo stagionale di questo tipo. Schiaparelli pubblic\u00f2 il suo lavoro e il termine \u201ccanali\u201d con cui aveva identificato quelle apparenti depressioni venne tradotto come \u201ccanali artificiali\u201d in inglese (\u201ccanal\u201d anzich\u00e9 il generico \u201cchannel\u201d) e che fece quindi pensare a delle strutture costruire da creature intelligenti impegnate nella creazione di un sistema di irrigazione planetario per fronteggiare una terribile siccit\u00e0. L\u2019astronomo americano Percival Lowell riprese il lavoro di Schiaparelli e lo ampli\u00f2, utilizzando telescopi da 300mm e 450mm di diametro ma ripetendo gli stessi errori fondamentali dell\u2019astronomo italiano, anche se erano entrambi in buona fede. Le mappe di Marte furono cos\u00ec tracciate come un fitto intrico di canali: in realt\u00e0 osservazioni seguenti compiute con strumenti otticamente migliori rivelarono chiaramente che quelle linee viste dagli astronomi altro non erano che illusioni ottiche derivate dall\u2019interpretazione che il cervello forniva per delle immagini di chiazze chiare e scure molto ravvicinate recepite dall\u2019occhio.<\/p>\n<p>Tuttavia il mito di intelligenze aliene su Marte rimase nell\u2019immaginario popolare e fu fonte per tutta una serie di racconti di fantascienza, tra cui il pi\u00f9 celebre \u00e8 sicuramente \u201cLa Guerra dei Mondi\u201d di H.G. Wells. Al di l\u00e0 dello sfortunato episodio dei canali, la mappa tracciata da Schiaparelli e la nomenclatura delle formazioni marziane rimase come standard e viene usata ancora oggi, malgrado siano oggi disponibili mappe estremamente dettagliate ottenute dalle sonde inviate sul pianeta dal 1964 fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Una cartina che pu\u00f2 essere utilizzata come un buon riferimento sia per le caratteristiche reali del pianeta rosso sia per quelle osservabili da Terra \u00e8 la mappa topografica presente su \u201cWikipedia\u201d e ricavata dalle misurazioni della sonda Mars Global Surveyor (1996-2006) e dalle osservazioni della sonda Viking (1976-1982) e qui riportata:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_MAP_LABELS.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-306 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MARS_MAP_LABELS-320x160.jpg\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"349\" \/><\/a><strong>Mappa topografica di Marte (da Wikipedia, Public Domain)<\/strong><\/p>\n<p>Sono state sovrapposte, su questa immagine, i nomi di tre delle formazioni identificate nella foto del 19 luglio con caratteri bianchi; in giallo altre formazioni particolarmente rilevanti della superficie marziana ma non visibili nella foto.<\/p>\n<p>La regione di <strong>Syrtis Major<\/strong> \u00e8 ben visibile nell\u2019immagine seguente della NASA:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/SYRTIS_MAJOR__NASA_JPL_PHOTOJOURNAL_PIA00173.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-307 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/SYRTIS_MAJOR__NASA_JPL_PHOTOJOURNAL_PIA00173-320x223.jpg\" alt=\"\" width=\"545\" height=\"380\" \/><\/a><strong>NASA JPL PHOTOJOURNAL (PIA00173) Public Domain<\/strong><\/p>\n<p>cos\u00ec come la sottostante regione <strong>Hyapigia<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IAPYGIA__NASA_JPL_PHOTOJOURNAL_PIA00181.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-308 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IAPYGIA__NASA_JPL_PHOTOJOURNAL_PIA00181-320x223.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"375\" \/><\/a><strong>NASA JPL PHOTOJOURNAL (PIA00181) Public Domain<\/strong><\/p>\n<p>E quella ancora pi\u00f9 a sud di <strong>Hellas<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/HELLAS__NASA_JPL_PHOTOJOURNAL_PIA00416.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-309 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/HELLAS__NASA_JPL_PHOTOJOURNAL_PIA00416-320x250.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"420\" \/><\/a><strong>NASA JPL PHOTOJOURNAL (PIA00416) Public Domain<\/strong><\/p>\n<p>Ovviamente nelle foto scattate dalla Terra e con i telescopi amatoriali non sono visibili i dettagli che solo le sonde spaziali possono registrare fedelmente: quindi i grandi crateri da impatto, i solchi e crepacci scavati sia dalla lava sia da antichi fiumi, le dune di sabbia trasportate dai venti ed altri ancora sono preclusi dall\u2019osservazione amatoriale diretta. Tuttavia il fascino dell\u2019osservazione del pianeta rosso rimane intatto e la sfida di cercare di ricavare delle buone immagini per un soggetto cos\u00ec difficile si pone ogni volta ad ogni appassionato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Massimo Dionisi<\/em><\/p>\n<p><em>Sassari, 26 luglio 2020<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mancano circa due mesi e mezzo alla prossima opposizione di Marte, quando il pianeta rosso si trover\u00e0 alla minima distanza dalla Terra, pari quest\u2019anno a circa 62 milioni di km. 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