{"id":392,"date":"2020-07-31T09:57:05","date_gmt":"2020-07-31T08:57:05","guid":{"rendered":"http:\/\/dionisimassimo.altervista.org\/blog\/?p=392"},"modified":"2020-07-31T09:57:05","modified_gmt":"2020-07-31T08:57:05","slug":"trifid_nebula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/2020\/07\/31\/trifid_nebula\/","title":{"rendered":"Trifid Nebula in Sagittarius"},"content":{"rendered":"<h3>Storia delle Osservazioni<\/h3>\n<p>Osservata per la prima probabilmente dall&#8217;astronomo francese <strong><em>Guillaume le Gentil<\/em><\/strong> nel 1747 mentre studiava la vicina nebulosa Laguna (Lagoon Nebula), fu per\u00f2 il suo connazionale <em><strong>Charles Messier<\/strong><\/em> a fornirne per primo una descrizione ed a inserirla nel suo famoso catalogo di oggetti non stellari, pubblicato per la prima volta nel 1774, con la denominazione <strong>Messier 20<\/strong>. L&#8217;astronomo francese non riusc\u00ec tuttavia ad identificare correttamente l&#8217;oggetto come una nebulosa ma solo come un aggregato di stelle, anche per colpa del telescopio in suo possesso; fu <em><strong>Sir Frederick William Herschel<\/strong><\/em>, tedesco di nascita ma naturalizzato inglese, ad identificarla per la prima volta come nebulosa qualche anno pi\u00f9 tardi, grazie anche a degli strumenti nettamente pi\u00f9 potenti e migliori. L&#8217;astronomo britannico osserv\u00f2 tre bande oscure che attraversavano una nebulosit\u00e0 luminosa e diffusa e pens\u00f2 che si trattava di quattro nebulose distinte, molti anni pi\u00f9 tardi suo figlio <em><strong>John Herschel<\/strong><\/em> interpret\u00f2 per\u00f2 le osservazioni in modo corretto, identificando un&#8217;unica nebulosa luminosa su cui si sovrapponevano tre bracci di una nebulosa oscura e gli assegn\u00f2 il nome &#8220;Trifid&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/messier.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-396 alignleft\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/messier.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"300\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/herschel_willian.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-395 alignleft\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/herschel_willian.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"300\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/herschel_john.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-394 alignleft\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/herschel_john.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h3>Osservabilit\u00e0<\/h3>\n<p>La Trifid Nebula, nota anche come Messier 20 o NGC 6514 (dove NGC sta per <em>New General Catalogue<\/em> of non-stellar object), si trova nella costellazione del Sagittario, vicino alla Lagoon Nebula con cui condivide la stessa regione di spazio nel braccio a spirale della nostra galassia e, probabilmente, la medesima regione di nubi molecolari. La sua posizione nel cielo pu\u00f2 essere facilmente rintracciata partendo dalla punta della freccia del Sagittario (la stella Gamma Sgr o Al Nasl) ed andando verso nord per circa otto gradi. E&#8217; gi\u00e0 sufficiente un binocolo 10&#215;50 ed una buona serata priva di inquinamento luminoso per poterla identificare come una macchiolina diffusa di forma circolare. Per gli osservatori dell&#8217;emisfero boreale si trova, per la verit\u00e0, abbastanza bassa sull&#8217;orizzonte estivo in direzione sud; il periodo migliore per osservarla va da giugno fino a settembre. Chi osserva dall&#8217;emisfero sud \u00e8 chiaramente avvantaggiato, in quanto la nebulosa pu\u00f2 elevarsi fino allo zenit per alcune latitudini.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_position.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-398\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_position.jpg\" alt=\"\" width=\"478\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_position.jpg 478w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_position-291x300.jpg 291w\" sizes=\"auto, (max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Utilizzando un telescopio amatoriale di almeno 150 mm di diametro saranno gi\u00e0 visibili le nebulose oscure che danno il nome &#8220;Trifida&#8221; alla nebulosa ed una grande quantit\u00e0 di dettagli, inclusa la stella centrale, una caldissima ed enorme supergigante blu che \u00e8 in realt\u00e0 una stella multipla. Questa stella \u00e8 nota con diversi numeri di catalogo: attualmente si fa riferimento ad essa come ADS 10991 (Astrophysic Data System), oppure anche HD 164492 (Henry Draper Catalogue) e precedentemente come HN 40: si tratta di una stella dichiarata come tripla nelle documentazioni pi\u00f9 recenti ma che S.W.Burnham, utilizzando il telescopio rifrattore da 90 cm dell&#8217;Osservatorio Lick in California nei primi anni del XX secolo, identific\u00f2 come sestupla, anche se non fu possibile confermare che fossero tutte legate gravitazionalmente tra di loro. Le sei componenti vengono identificate con le lettere dell&#8217;alfabeto, dalla A alla F ed hanno magnitudini pari a 7.6, 10.7, 8.7, 10.5, 12.4 e 13.8; le stelle A e B sono separate di soli 5.4&#8243; (secondi d&#8217;arco), A da C di 10.6&#8243;, A da F 22.1&#8243;, C da D 2.2&#8243; e C da E 6.2&#8243;. Attualmente vengono riconosciute come appartenenti al sistema solo le stelle A, B e C.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>Caratteristiche Fisiche<\/h3>\n<h6 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-400\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1688\" srcset=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1.jpg 2560w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1-1024x675.jpg 1024w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1-768x506.jpg 768w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1-1536x1013.jpg 1536w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20SGR_2020-06-21_211221UT_Bin1_60MINSUM_1_ELAB_1-scaled-1-2048x1350.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/a>TRIFID NEBULA (MESSIER 20, NGC 6514) FOTOGRAFATA IL 21 GIUGNO 2020 DA MASSIMO DIONISI. TELESCOPIO SCHMIDT-CASSEGRAIN DA 200MM F\/10, CAMERA CCD QHY8L, FILTRO UHC. ESPOSIZIONE COMPLESSIVA 60 MINUTI.<\/h6>\n<p>La componente A della stella centrale dovrebbe essere la fonte principale di illuminazione della nebulosa e dovrebbe essere estremamente giovane, non pi\u00f9 di 300.000 anni di et\u00e0, con una massa stimata pari a 20 volte quella del Sole ed \u00e8 circondata da un altrettanto giovanissimo ammasso stellare composto da almeno 3100 stelle. E&#8217; tuttavia possibile che, immerse nelle nubi di gas e polveri, esistano altre supergiganti blu che provvedo sia ad illuminare le polveri interstellari sia ad eccitare i gas che rendono luminosa la nebulosa. Nella Trifida convivono infatti tre tipi di nebulose diverse: quelle a riflessione, costituite principalmente da polveri e che possono essere identificate nella parte nord della nebulosa, di colore bluastro; quelle ad emissione, costituenti la parte centrale, dove le potenti radiazioni gamma, X ed ultraviolette provvedono ad eccitare i gas interstellari ionizzandoli e rendendoli luminosi, un p\u00f2 come quello che accade in tubo al neon quando viene attraversato da una scarica elettrica: le parti pi\u00f9 rosse sono costituite da idrogeno ionizzato, quelle pi\u00f9 azzurre da ossigeno ionizzato; si trova anche\u00a0 zolfo ionizzato. Infine delle nebulose oscure, composte da principalmente da polveri, che si sovrappongono prospetticamente e non riflettono la luce delle stelle: la formazione &#8220;trifida&#8221; \u00e8 esattamente formata da quest&#8217;ultimo tipo di nebulose.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_details.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-402 alignleft\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_details.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_details.jpg 1019w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_details-300x269.jpg 300w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_details-768x688.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_hubble_details.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-403 alignright\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_hubble_details.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_hubble_details.jpg 800w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_hubble_details-300x296.jpg 300w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M20_hubble_details-768x756.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a>A SINISTRA IL DETTAGLIO DELLA PARTE DI NEBULOSA IN CUI AVVENGONO I PROCESSI DI FORMAZIONE STELLARE, DALLA FOTO PRECEDENTE SCATTATA DALL&#8217;AUTORE CON UN TELESCOPIO AMATORIALE.<\/h6>\n<h6>A DESTRA LA STESSA REGIONE FOTOGRAFATA DAL TELESCOPIO SPAZIALE HUBBLE.<\/h6>\n<h6><\/h6>\n<p>La nebulosa Trifida \u00e8 uno dei luoghi della nostra galassia dove avvengono i processi che portano alla nascita delle stelle. A circa 8 anni-luce di distanza dalla stella centrale si trova una parte della nebulosa pi\u00f9 densa da cui fuoriesce una curiosa formazione a forma di getto della lunghezza di circa 0.75 anni-luce, come mostra chiaramente la foto estremamente dettagliata del telescopio spaziale Hubble (a sinistra). Il getto deriva da gas espulso da un giovane oggetto protostellare nascosto all&#8217;interno della nebulosa. Subito a destra del getto si nota un&#8217;altra formazione che ricorda un dito di una mano: si tratta di un <strong>EGG<\/strong>, ovvero un <em><strong>Evaporating Gaseous Globule<\/strong><\/em> simile a quelli visibili nella <strong>Nebulosa dell&#8217;Aquila<\/strong> (Messier 16) e situati all&#8217;interno dei &#8220;<em><strong>Pilastri della Creazione<\/strong><\/em>&#8220;. Una EGG \u00e8, in sostanza, una limitata regione di spazio costituita da idrogeno in cui le potenti radiazioni ultraviolette di giovani stelle supergiganti, poste nelle vicinanze, fanno evaporare la parte pi\u00f9 esterna e, contemporanemente, comprimo le zone pi\u00f9 interne. L&#8217;azione di compressione fa s\u00ec che i gas e le polveri all&#8217;interno del globulo si condensino e che quindi aumenti l&#8217;attrazione gravitazionale esercitata dal globulo stesso, il che richiama altro materiale interstellare che cade all&#8217;interno del globulo stesso. Con il progredire nel tempo di questo fenomeno ricorsivo e se all&#8217;interno del globulo si trova abbastanza materia, al suo centro si possono raggiungere temperature elevatissime: quando vengono raggiunti almeno 10 milioni di \u00b0K si possono innescare le reazioni termonucleari e il globulo diventa una protostella prima ed infine una stella vera e propria.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/1369-ssc2005-02a2-Spitzer-IRAC-MIPS-View-of-the-Trifid-Nebula.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-407\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/1369-ssc2005-02a2-Spitzer-IRAC-MIPS-View-of-the-Trifid-Nebula.jpg\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"959\" srcset=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/1369-ssc2005-02a2-Spitzer-IRAC-MIPS-View-of-the-Trifid-Nebula.jpg 589w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/1369-ssc2005-02a2-Spitzer-IRAC-MIPS-View-of-the-Trifid-Nebula-184x300.jpg 184w\" sizes=\"auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/a>Spitzer-IRAC-MIPS-View-of-the-Trifid-Nebula<\/h6>\n<p>Nelle immagini riprese dal telescopio spaziale <strong>Spitzer<\/strong> (foto in alto), che opera nell&#8217;infrarosso, sono state rintracciate almeno 30 stelle ancora in fase embrionale e 120 stelle neonate, non ancora visibili nelle foto normali. Altre osservazioni eseguite nel 2004 da un&#8217;altro telescopio spaziale ma che opera nel campo dei raggi X, il <strong>Chandra<\/strong>, hanno mostrato la presenza di oltre 300 sorgenti X all&#8217;interno della Nebulosa, di cui il 70% aventi origine da sorgenti infrarosse. Chandra era riuscito a risolvere almeno quattro componenti della stella centrale HD 164492, la A, B, C e D, come sorgenti indipendenti di raggi X. Le altre fonti possono essere associate a protostelle e per alcune sono state identificate le loro controparti ottiche mentre per altre si sono rilevate anche emissioni nel campo delle onde radio.<\/p>\n<p>Da un complesso nebulare come la Nebulosa Trifida le prime stelle che si formano sono le supergiganti, direttamente dalla materia interstellare per condensazione gravitazionale. Queste stelle poi innescano la formazione di altre, grazie anche alla pressione di radiazione, la cui massa sar\u00e0 pi\u00f9 piccola, fino a creare delle stelle di dimensioni paragonabili a quelle del nostro Sole o ancora pi\u00f9 piccole. In realt\u00e0 strutture come la Nebulosa Trifida non si trovano isolate nello spazio interstellare ma di norma sono inserite in complessi molecolari, costituiti principalmente da gas d&#8217;idrogeno, piuttosto estesi.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LAGOON_TRIFID_MAP__AtlasoftheUniverse.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-408\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LAGOON_TRIFID_MAP__AtlasoftheUniverse.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LAGOON_TRIFID_MAP__AtlasoftheUniverse.jpg 640w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/LAGOON_TRIFID_MAP__AtlasoftheUniverse-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a>MAPPA DELLA REGIONE DI SPAZIO IN CUI SI TROVA LA NEBULOSA TRIFIDA (M20) ED A CUI APPARTIENE ANCHE LA NEBULOSA LAGUNA (LAGOON NEBULA). LE DIMENSIONI COMPLESSIVE DELL&#8217;AREA SONO DI CIRCA 150 ANNI-LUCE E CORRISPONDONO AD UN&#8217;UNICA GRANDE NUBE MOLECOLARE SPEZZATA IN PIU&#8217; PUNTI. LA TRIFIDA STESSA APPARE COME UN COMPONENTE MINORE E SEPARATO.<\/h6>\n<p>La Nebulosa Trifida dovrebbe avere un diametro di circa 40 anni-luce e le sue dimensioni apparenti, viste dalla Terra, sono di circa 20 minuti d&#8217;arco, cio\u00e8 circa una volta e mezzo pi\u00f9 piccola della Luna piena vista ad occhio nudo. Tuttavia le sue dimensioni reali non sono certe in quanto la sua distanza \u00e8 ancora oggetto di controversie: stime ufficiali la pongono a circa 5200 anni-luce dalla Terra, tuttavia alcune recenti ricerche (2011) sull&#8217;entit\u00e0 delle diminuzioni di luminosit\u00e0 delle stelle presenti nella nebulosa a causa degli effetti della polvere interstellare che si interpone lungo la linea di vista, la spostano a quasi 9000 anni-luce di distanza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MILKWAY_SPIRAL_ARM__NASA_JPL-Caltech_ESO_Hurt_wikipedia_public_domain.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-409\" src=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MILKWAY_SPIRAL_ARM__NASA_JPL-Caltech_ESO_Hurt_wikipedia_public_domain.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MILKWAY_SPIRAL_ARM__NASA_JPL-Caltech_ESO_Hurt_wikipedia_public_domain.jpg 800w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MILKWAY_SPIRAL_ARM__NASA_JPL-Caltech_ESO_Hurt_wikipedia_public_domain-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MILKWAY_SPIRAL_ARM__NASA_JPL-Caltech_ESO_Hurt_wikipedia_public_domain-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.maxdio.it\/astroblog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MILKWAY_SPIRAL_ARM__NASA_JPL-Caltech_ESO_Hurt_wikipedia_public_domain-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;incertezza sulla distanza ha riflessi anche sulla collocazione della Nebulosa nei bracci a spirale che compongono la nostra galassia, ovvero sulla sua posizione galattica; normalmente viene collocata nel Braccio del Sagittario (Sagittarius Arm), che \u00e8 quello immediatamente pi\u00f9 interno a quello in cui si trova il nostro sistema solare, tuttavia potrebbe anche essere posizionata nell&#8217;ancora pi\u00f9 interno Braccio dello Scudo-Centauro (Scutum-Centaurus Arm).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Massimo Dionisi<\/p>\n<p>Sassari, 31 luglio 2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia delle Osservazioni Osservata per la prima probabilmente dall&#8217;astronomo francese Guillaume le Gentil nel 1747 mentre studiava la vicina nebulosa Laguna (Lagoon Nebula), fu per\u00f2 il suo connazionale Charles Messier a fornirne per primo una descrizione ed a inserirla nel suo famoso catalogo di oggetti non stellari, pubblicato per la prima volta nel 1774, con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":400,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7,38,23,24,8,41,43,6],"tags":[30,39,40,42,44],"class_list":["post-392","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-astro","category-astronomy","category-astronomy-history","category-nebulae","category-nebulose","category-space","category-star-formation","category-storia-astronomia","category-strumenti-per-lastrofilo","tag-astrophotography","tag-messier-20","tag-nebulae","tag-star-formation","tag-trifid-nebula"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Trifid Nebula in Sagittarius &#187; 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